sabato 22 febbraio 2014

LA TUA ASSENZA


Non mi perdo nel mondo 
ma nella tua assenza.
Le pietre pregiate mi feriscono le dita,
le parole sono solo un rumore di fondo.
Il cuore rivelatore 
non è nascosto sotto le assi del pavimento.
E' in me e in te.
Le mie radici formano una rete con le tue
e s'intrecciano a sostenersi,
bevono il mio inchiostro migliore,
assorbono la forza che sai darmi.
Si confondono 
e mi arrampico dai capillari più sottili
ai ventricoli.
Binari ovunque.
Partono da ogni direzione
e terminano sempre con quella corsa affannata,
su per le scale,
a guadagnar briciole d'istanti
che non compensano la falla del tempo
ma salvano la vita
a chi sta per riemergere 
e finalmente
respirare.

                                  Enrico (Febbraio 2014)

domenica 16 febbraio 2014

FONTANA DI TREVI





Un passo avanti, sul selciato
e parecchi indietro, nel tempo.
Alzare lo sguardo verso il solenne circolo dei gabbiani,
che l'acqua tra i mattoni luccica così tanto.
Poi il suono, il ritmo, un richiamo:
“venite ad ammirarmi!”
Ed eccolo il bianco marmo
levigato dall'eterno scorrere... della vita.
Coriandoli di stoffe multicolori, zaini e berretti con visiere
a far da grezza cornice
per rendere lo specchio liquido
un topazio incastonato nei travertini.
Poi gli spruzzi,
vaporizzati al punto da poter essere respirati.
E' l'arte che ti penetra per osmosi.
E la giapponese, illusa,
che pensa sia possibile racchiudere ciò
in qualche milione di pixel.
Ed eccolo il fischietto
che delimita i confini
e furtivo, l'uomo rattoppato,
ingolosito dai riflessi del nichel sul fondale
più che dalla magnificenza che lo sovrasta.
Chiudere gli occhi e riaprirli
senza interrompere il sogno.
E sorrido all'assenza della ninfa vergine nel vuoto
e penso alla casualità.
Nessuna traiettoria disegnata da una monetina
potrà incatenare il mio desiderio di tornare.
Tornerò e lo faremo tutti,
anche, semplicemente, con il cuore.
                                  
                                                                                        Enrico Bonifazi (Luglio 2013)









sabato 8 febbraio 2014

Uno in più

Non ho mai amato i gatti.
Non ho mai desiderato averne uno.
So che è sempre stato un tuo sogno ed è difficile opporsi ai desideri di chi si ama.
Manco spesso. Rincaso tardi e sei lì che aspetti.
Esco quando i tuoi occhi sono grandi grandi e torno che stanno quasi per scomparire.
E' il momento. E' arrivato.
Poi ti osservo mentre carezzi il nostro piccolo gatto sottratto alla strada
e colori la stanza con quel sorriso grande grande
che spero di non veder scomparire mai.
Sei felice.
Sono felice di questo
e penso che sei come un paio di lenti
attraverso le quali guardo il mondo 
e mi appare migliore.

                                        Enrico

domenica 26 gennaio 2014

Tu Non Cambi Mai


  



Puoi guardarmi senza far brillare i tuoi occhi
o ascoltarmi credendo che io sia pazzo.
Sì, lo sono.
Sono pazzo di gioia,
non devo abbassarmi a cercare.
Non ho voglia di fare tardi
e nemmeno porto l’orologio,
perché ogni istante è ora di starti vicino.
Chi mi incontra per la strada non capisce.
E' intento ad inseguire i sogni più strani …
Non sa quanta forza mi dai per rimanere in piedi
malgrado siano in tanti a cadere giù.
Mentre mi arrampico fra le coperte del letto,
lo sento il tuo respiro.
Invade la stanza e il mio cuore piccolo piccolo resta a guardare
come se non avesse più domande da fare.
Ci sono uomini che si manderebbero in rovina
per avere più di quel che hanno…
Io darei tutto perché ogni cosa restasse così
e mi piace questa mia età in cui smetto di credere ai sogni
e dopo un’ora ti guardo e continuo a crederci.
Questo è un cammino che continua ad andare avanti
mentre ai lati della strada molte cose si perdono.
Cambiano le idee, cadono i capelli,
le figlie crescono e tu… tu non cambi mai
ed io… non potrò mai non amarti.


giovedì 16 gennaio 2014

Auschwitz




Sarà buono o cattivo
quell'uomo che pare uguale agli altri?
Che senza lo stemma si somigliano tutti
due occhi, un naso, una bocca.
Che le facce son maschere
e le divise i volti.
Sarà buono o cattivo
quell'uomo che è un padre premuroso
e incenerisce come inutile malacopia
i figli altrui?
Quante punte di stelle avrà tranciato
e colpi di fucile inferto
per pareggiare i conti con il suo odio?
Sarà buono o cattivo
colui che è stato il braccio?
E tutti coloro che hanno avallato e permesso tutto questo
che razza d'uomini sono?


                                 Enrico Bonifazi  (2014)

lunedì 6 gennaio 2014

Ragazze che ho amato



Questi binari sono lunghissimi
e stanno a metà tra un luogo e l'altro;
anche io sto un po' nel mezzo.
Non ho più barba nè capelli,
li ho persi.
Ora ho qualcosa in più...
è stato uno scambio.
Il vostro profumo si è allontanato
e lo sentirò ancora sui vestiti di altre donne.
Non sarà lo stesso,
come i bomboloni di Danzica farciti alla fragola
ma avrò un altro mattone
per scendere da impalcature più alte.
La vostra voce la sento solo io
finché non sparirà.
Il treno si stacca dalla stazione.
La gente saluta.
Io non ho nessuna di voi da abbracciare.
Sono scappato in punta di piedi.
Vi ringrazio ragazze che ho amato,
siete state I colori dei miei arcobaleni.
Non servono fotografie.
C'è il ricordo da modellare,
mantenere vivo.
La stazione è un puntino.
Piove su questi binari...
lunghissimi...
quasi senza fine.

Enrico Bonifazi  (1996)

mercoledì 25 dicembre 2013

Mr Hyde

Restituiscimi il mio amico,
perfido, subdolo e spento Mr Hyde
che continui a nutrirti di sogni altrui
senza saziarti mai.
Sparisci,
e smettila di nasconderlo a noi.
Smettila di divorare i suoi sentieri,
di avvelenargli un buon vino
e confondere le carte del mazzo.
Lasciaci dissotterrare la poesia e l'umore
che non ti appartengono.
Un vuoto incustodito e qualche briciola;
ecco quel che sei,
perché non sei lui
e non sai nasconderti bene.
Solleva il piede dal suo tubo dell'aria.
Sei una stupida parrucca
e l'effimero trucco di un pagliaccio.
Le palpebre chiuse sono pesanti
ma insieme le solleveremo
perché possa vedere ancora.
Saprà che basta tendere un braccio e allungare le dita
verso il bordo delle sabbie mobili
per accendere la speranza
di afferrare la mano di un amico.
Sparisci, stanco, triste e inutile Mr Hyde
che nascondi il futuro a chi ha perso il passato.
Affonderai, lo so, e la mia mano aspetterà.
Sarai un tramonto, un lungo respiro
e alzeremo i calici ad un nuovo sole,
per vederli brillare nuovamente.





                                                                                   Enrico Bonifazi  (25/12/2013)